Pasqua. Da dove viene?

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pasqua_agnelloE, tra quelli che in questo periodo dell’anno si rendono complici dell’uccisione di tanti cuccioli per mangiarseli, quanti sanno perché si fa? Oppure lo fanno perché banalmente tutti lo fanno? O, ancora più banalmente, perché si è sempre fatto?

IL FATTO CHE UNA COSA SI FACCIA DA SEMPRE NON E’ UN MOTIVO VALIDO PER CONTINUARE A FARLA.

Comunque… andiamo avanti.

A differenza di altre feste, il giorno della Pasqua non ha una sua data precisa in calendario ma è invece condizionata dal ciclo lunare; però cade sempre di domenica ed è la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’ingresso della primavera.
Le sue origini appartengono alla tradizione ebraica e sono in relazione ad un avvenimento raccontato nel Vecchio Testamento. I Cristiani l’hanno poi rivisitata dandole nuovi significati.
Questo comporta che Ebrei e Cristiani la festeggiano nello stesso periodo ma per differenti motivi. Vediamo quali.

La Pasqua ebraica = Pasqua di LIBERAZIONE
Si racconta che tanto tanto tempo fa il popolo ebreo, guidato da un signore di nome Mosè, si ritrovò schiavo del potente popolo Egiziano e non potè più andare in cerca del posto che Dio gli aveva promesso (la famosa “Terra Promessa”).
Dio, che voleva bene agli Ebrei, si arrabbiò moltissimo per il comportamento degli Egiziani e decise di punirli affinchè si convincessero a lasciar liberi gli Ebrei.
Le punizioni furono dieci e vennero chiamate “piaghe d’Egitto” perchè furono tremende; il rito della Pasqua è collegato alla piaga n.10 cioè “morte dei primogeniti maschi”; ovviamente Egiziani. 

Prima di mettere in pratica il suo piano, Dio chiamò Mosè per metterlo al corrente delle sue intenzioni e gli suggerì, affinchè anche i primogeniti degli ebrei non venissero uccisi, di fare un segno, quella sera, sulle porte delle loro case con il sangue di un agnello (che sempre quella sera avrebbero dovuto mangiare insieme a del pane “nuovo”, cioè senza lievito) così che, quando lui di notte avesse mandato l’Angelo della Morte per uccidere i bambini, avrebbe riconosciuto le case degli Ebrei e non vi sarebbe entrato.
E così Mosè sparse la voce al suo popolo.  E quando, di notte, l’alito della Morte passò tra le case evitò quelle segnate con il sangue.  E fu così che i primogeniti maschi Egiziani (compreso il figlio del Faraone) morirono tutti. E quelli Ebrei si salvarono. In seguito a questi omicidi il Faraone rese liberi gli Ebrei che ottennero quindi il permesso di uscire dal paese per andare in cerca della loro Terra Promessa (l'”Esodo”).

Per gli ebrei, la Pasqua,  rappresenta quindi la liberazione dalla schiavitu’ e la rinascita di una nuova vita nella terra che Dio gli aveva promesso.

Dal film “Exodus”, regia Ridley Scott, 2014
pasqua_exodus

La loro Pasqua dura sette giorni durante i quali si tirano fuori dalle credenze e si utilizzano stoviglie, ornamenti e accessori dedicati solo a questa ricorrenza.

Nota: il Faraone, che prima aveva lasciato liberi gli Ebrei, poi ci ripensò e gli corse dietro; nel frattempo, questi erano arrivati sulle coste del Mar Rosso e per aiutarli di nuovo a fuggire Dio aprì le acque del mare per farli attraversare; poi subito le richiuse. E gli Egiziani, che inseguivano gli ebrei, annegarono.

La Pasqua cristiana = Pasqua di RISURREZIONE 
Decisamente meno concreta, più misteriosa e filosofica la motivazione della Pasqua cristiana nella quale si festeggia la risurrezione di Gesù che, tre giorni prima, era morto sulla croce. Quindi, anche per i cristiani, questo giorno rappresenta una rinascita ma, in in questo caso, è la rinascita di Gesù. E poiché Gesù era considerato il figlio di Dio e accettò remissivo la sua sorte senza ribellarsi, la sua morte fu interpretata come il sacrificio di un padre che decide di far morire suo figlio per liberare tutti gli altri uomini dal peccato originale e, in questo sacrificio, Gesù venne paragonato all’animale sacrificale che, tra tutti, meglio rappresentava l’innocenza e la remissione, cioè l’agnello; e in alcuni passi del Nuovo Testamento viene infatti definito “l’agnello di Dio”. Da qui, per commemorare il fatto, si fece usanza di sacrificare gli agnelli, uccidendoli e mangiandoli per rivivere più intensamente e verosimilmente il sacrificio di Gesù cibandosi di quell’animale come se fosse lui, pensando così di dimostrargli di aver capito il gesto e di aver apprezzato di essere morto per il genere umano.

“Resurrezione di Cristo”, P. P. Rubens,
1610 ca. Firenze, Palazzo Pitti
pasqua_resurr

Sempre nel significato cristiano la morte di Gesù rappresenta  anche la Pace tra Dio e gli uomini che, come spesso accadeva, avevano fatto arrabbiare Dio cadendo continuamente nei vizi e nel peccato.

Nella Pasqua cristiana sono previsti 40 giorni di preparazione, spirituale e fisica, all’evento; il periodo viene chiamato Quaresima ed è caratterizzato da digiuno, forme di penitenza e carità. Il numero dei giorni fa riferimento ai 40 che Gesù, subito dopo esser stato battezzato, passò da solo in riflessione nel deserto (anche se in realtà il periodo di “40 giorni” ricorre anche in altri episodi, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento).

Riassumendo il concetto, per i Cristiani la rinascita di Gesù è anche la rinascita del cuore di ogni cristiano, pieno di pace e senza peccato.

Pensate ancora che valga la pena ed abbia significato uccidere dei cuccioli come facevano gli antichi? CHI CREDE VERAMENTE NEL SIGNIFICATO DELLA PASQUA NON HA BISOGNO DI UCCIDERE PER DIMOSTRARLO.

 

Altri simboli e immagini in relazione con la Pasqua:

Coniglietto Pasquale.
Questo simpatico personaggio, con il passare del  tempo e con l’avvento del Cristianesimo, ha finito per essere associato alla Pasqua ma il legame originario di questo animale (coniglio o lepre) è quello con la primavera, passaggio annuale sempre molto importante per tutte le culture agricole e pastorali perchè legato alla rinascita della natura e alla fertilità; da qui il coniglio è diventato una creatura fantastica (tipo Babbo Natale) che, in occasione della rinascita della primavera, regala uova e doni ai bambini .pasqua_5legg
In Italia non è molto famoso ma in Inghilterra, negli USA e nell’Europa nord-occidentale lo conoscono tutti.
Suggerisco, per chi ancora non lo avesse visto, il film d’animazione “Le 5 leggende”, dai bellissimi effetti speciali in 3D e dai buoni e sani valori e sentimenti, per grandi e bambini; e in cui una di queste “leggende” è, appunto, il Coniglio di Pasqua.

Uovo.
L’uovo da sempre è stato individuato come simbolo di vita e, sin dai tempi del “ceraunavolta”, quando ancora Gesù non era nato, addirittura sin dal Medioevo, e poi anche Persiani, e Greci, e Egiziani, e tanti altri usavano scambiare uova in occasione della primavera, a volte anche decorandole, in occasione della rinascita della vita. pasqua_uova
E poi, nei Miti della Creazione c’è sempre, un uovo all’origine del mondo!
Ma, sempre per il solito motivo che la primavera capita nello stesso periodo della Pasqua, anche le uova sono state assorbite dalla tradizione pasquale interpretandole come “rinascita della vita” nel senso di “rinascita di Cristo”, quindi “resurrezione”.
Infine, poiché dalle uova (se non vengono colorate) nascono i pulcini, anche questi  fanno presenza  nei disegni, nelle immagini e nelle decorazioni pasquali.

Colomba & Ulivo.
Entrambi non hanno nulla a che fare con la Pasqua ebraica ma il Cristianesimo ha scelto di integrarli nella scenografia pasquale poichè sia la colomba che l’ulivo sono da secoli e secoli (parliamo addirittura degli antichi greci) simboli di pace; e poichè la Pasqua cristiana rappresenta la pace tra Dio e gli uomini, perchè escluderli?

“Il Diluvio”, Francis Danby, 1840
pasqua_diluvio

E quale animale e quale pianta possono rappresentare meglio la Pace se non la colomba con l’ulivo nel becco che fece sapere a Noè che Dio non era più arrabbiato con gli uomini e che quindi avevano fatto pace? Infatti, sempre tanto tanto tempo fa, si racconta nel Vecchio Testamento che gli uomini, che Dio stesso aveva creato, ancora una volta si stavano comportando davvero male; così Dio, ancora una volta, s’innervosì parecchio con loro e decise di far piovere talmente tanto da far allagare tutta la terra e far morire tutti.

Però una speranza la volle dare: così chiamò un tale che si chiamava Noè, lo avvisò di quello che a breve sarebbe successo e gli diede una settimana di tempo per creare una nave grande e robusta dove si sarebbe imbarcato insieme a tutta la sua famiglia e ad un maschio e una femmina di ogni specie animale. Una volta costruita la barca ci salirono tutti; e allora iniziò a piovere.
pasqua_colombaE pioveva, pioveva, pioveva. L’acqua scese dal cielo per 40 giorni (di nuovo il periodo di 40 giorni) e, una volta smesso di piovere, Noè mandò fuori  una colomba ma, poichè questa “non trovò dove posare la pianta del suo piede”, tornò da lui; passavano i giorni e ogni tanto ci riprovava finchè uno di questi la colomba tornò e  “aveva nel becco una foglia fresca d’ulivo. Così Noè capì che le acque erano diminuite sopra la terra”. La volta successiva la colomba non tornò più e allora Noè fu davvero contento perché erano sopravvissuti, a breve avrebbe toccato terra e sarebbe uscito da quella barca che, con tutti quegli animali, non aveva più un buon odore di legno.
Così l’immagine della colomba con il rametto nel becco rappresenta la fine delle piogge e simboleggia la fine dell’arrabbiatura di Dio e quindi, anche in questo caso, la pace fra lui e gli uomini. E allo stesso tempo, visto che Dio aveva fatto fuori  tutti tranne quelli sulla barca, è anche il simbolo della rinascita, intesa come quella del genere umano poichè sulla Terra non c’era rimasto più nessuno vivo.pasqua_campane

Ed ecco che ancora oggi, la Domenica delle Palme vengono distribuiti nelle Chiese e davanti ai semafori dei rametti di ulivo , in ricordo della rinascita e in segno di pace. E sulle tavole e nei supermercati si trovano dolci a forma di colomba.

Campane.
Rientrano sempre nelle scenografie delle feste in segno di gioia ad annunciare lieti eventi; si può aggiungere che, nella tradizione ebraica, i giorni precedenti alla Pasqua le campane venivano legate con particolari strumenti affinchè non emettessero alcun rumore. Venivano poi sciolte e suonate a tutta festa il giorno della rinascita.

Concludiamo??????

Non uccidiamo inutilmente un animale pensando (qualcuno, ancora peggio, neanche pensa!) di trovare in lui quel significato che invece va cercato solo dentro sè stessi.

E’ tosta lo so… ma pensate solo se Dio dovesse inc… di nuovo!

Ma vi do l’alternativa. pasqua_cdm
Guardate che spettacolo queste uova alla coque… sembrano vere, eh?

per i bimbi o per i grandi, per noi o come dolce da portare a casa degli altri, meglio mangiar queste come “simbolo pasquale”; ed è anche divertente provare a realizzarle da soli. Guardate com’è semplice

Ah! Buona Pasqua!

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