Il Mondo, quello Vero

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ilmondoquelloveroAdoro leggere. E sono “all’antica”: non sono per gli ibook, non amo “noleggiare” libri nè tantomeno farmeli prestare.
Considero ogni buon libro una cosa preziosa, un dono, l’intimità di qualcuno che ha messo a disposizione una parte di sé, di quello che aveva dentro, quindi lo tratto con rispetto, quindi amo sfogliare le pagine ed apprezzarne il suono leggero della carta, quindi amo tornare indietro e rileggere un passo, segnare i concetti importanti, a volte sottolineare. Mi piace viverlo. E spero sempre di trovare parole e immagini che mi trasportino in un altro mondo, un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie, e quando succede tutto passa in secondo piano e l’unico obiettivo è vivere in quelle pagine, lasciarmi scivolare nelle parole ed arrivare come un tuffo fino alla fine.
Non capita spesso e, quando accade, lo considero un mio piccolo tesoro, che rimarrà con me per sempre. E’ successo anche all’ultimo libro che ho letto. Per il modo in cui l’ho scoperto, per le riflessioni che induce, a suo modo per la sua semplicità.
E’ “IL MONDO, QUELLO VERO”, romanzo del 2009 di Francisco X. Stork. L’ho conosciuto per caso grazie ad una frase che era stata pubblicata da una delle mie amicizie su facebook e, letteralmente, “Ogni volta che decidi, perdi qualcosa, qualunque cosa tu decida. E’ sempre questione di capire cos’è che non sei disposto a perdere.” Beh, questa frase mi è rimasta impressa e mi ha fatto riflettere. Vero. Ho cercato chi ne fosse l’autore, quale fosse la fonte, così sono arrivata a scoprire che faceva parte di un dialogo all’interno di un libro, così sono andata a cercare qualche commento di qualcuno che ne parlava e così, quindi, cito qui il blog “la Lettrice Rampante” che, con il suo spontaneo e personale commento al libro, mi ha invogliato a comprarlo e, con la quale, ora che l’ho letto, dico di trovarmi in perfetto accordo.
Commento quindi ora anch’io sperando che possiate incuriosirvi altrettanto.

Il protagonista si chiama Marcelo.
17 anni e una rara sindrome che gli rende difficili i rapporti con gli altri, compresi i suoi genitori che, infatti, chiama per nome e non “mamma” e “papà”.
Tende quindi ad isolarsi, sia fisicamente che mentalmente, dormendo non in casa ma in una casetta su un albero costruita nel giardino di casa e ascoltando musica, la sua personale.
Non ama la fretta e spesso neanche parlare perchè ha bisogno di tempo, il suo, per capire bene ogni parola, emozione, sensazione prima di elaborare pensieri e parole. Questa persona, in rapporto ad un mondo frenetico e arrivista, nel quale spesso ci troviamo un po’ tutti nel nostro piccolo, risulta “stonato”, fuori luogo, rallentato. Ma è questo il punto e le domande che ne emergono. Bisogna sempre correre? non ci perdiamo qualcosa nel frattempo? e’ lui che è lento o sono gli altri che vanno troppo veloci? È malato o è solo un modo differente di vedere le cose?
La sua semplicità si estende anche alla sfera dei sentimenti, in senso buono, cioè in quel senso che non prevede cattiveria perchè non fa parte di lui, ed è quella stessa onesta semplicità a fargli riconoscere, pur non senza dubbi, la differenza tra bene e male, anche se far del bene a qualcuno, a volte, significa far male a qualcun altro (in ogni decisione c’è qualcosa che perdi).
Ma la nota giusta va suonata e quando la senti ti pulsa dentro e ti spinge. E dobbiamo portarla avanti, lottare per quello in cui crediamo, a volte siamo indecisi e abbiamo paura di non riconoscerla ma è una nota nell’armonia dell’universo e la regola è semplice: “la nota giusta suona giusta e la nota sbagliata suona sbagliata”.
La soluzione c’è ma per poterla vedere e ascoltare dobbiamo far tacere i rumori per ascoltare i suoni, altrimenti non riusciremo mai a capire se suona giusta o suona sbagliata.
Altrettanto stimolanti, non solo per Marcelo, i confronti religiosi con un’amica rabbina.

Un racconto scorrevole, tutto narrato in prima persona attraverso gli occhi e la voce del protagonista, che affronta la tematica della diversità e delle differenze con gusto narrativo e perfetta progressione degli avvenimenti.

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