Bambini in piscina

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piscinabambiniA partire dai 4 anni sarebbe buona regola iniziare a far praticare una qualche sorta di attività sportiva leggera al bambino; per tanti motivi: per il coordinamento, per l’attività motoria, per la concentrazione, per lo svago, insomma per mantenere in salute sia il livello fisico che quello psichico.
Ed il nuoto è solitamente lo sport che va per la maggiore. Ma è tutto ok? Ho scoperto di no e so che molte altre persone non lo sanno.

Spesso la piscina per il proprio figlio si sceglie perché “è vicino a casa”e/o “perché ci vanno tutti gli altri amichetti”. Va benissimo. Ma bisogna anche andare oltre e saperne di più.

Avevo intenzione di iscrivere mia figlia a nuoto: visitate e selezionate una mezza dozzina di piscine in zona una, alla fine, mi piace particolarmente. Lezione di prova perfetta (dove con “perfetta” intendo anche la contentezza di mia figlia). Vado quindi dal pediatra per il certificato di idoneità ad attività sportiva non agonistica e cosa mi dice? Che la piscina ai bambini fa male; poi mi spiega anche il perchè. E lì tiro un sospiro di sollievo.

Ma la cosa mi ha incuriosito e ho cercato di saperne di più. Ed ecco qui.

Quel che fa male, e che naturalmente non si dice e che io non sapevo, è il cloro utilizzato per la depurazione. Detta così sembra banale. “Si, va beh, il cloro c’è sempre stato nelle piscine. E allora? Non è mai morto nessuno.”
A parte il fatto che questo non si sa, parentesi macabra a parte, c’è però da sapere che i fastidi e i disturbi associati al cloro presente nelle piscine vengono evidenziati come sempre più in crescita dalle statistiche; e quando si parla di disturbi si fa riferimento a quelli a livello respiratorio, alcuni più lievi e altri meno, come ad esempio la tosse secca o asma e allergie. E la percentuale cresce tra i vaccinati.
E’ infatti indubbio che la depurazione con il cloro crei effetti spiacevoli evidenti e immediati come l’irritazione agli occhi e alle mucose e non è raro osservare, tra i nuotatori, chi soffre di raffreddore da piscina, chi ha problemi di allergia o chi presenta eruzioni cutanee dopo il bagno. Ovviamente tutto questo non può definirsi “normale”, no?

Ma non è il cloro in sé che crea problemi, quanto la sua combinazione chimica con gli altri liquidi organici comuni in piscina, come urina e sudore che, insieme al cloro, danno vita a tossine irritanti per le vie respiratorie compresi, naturalmente, i polmoni causando iperreattività bronchiale che è una delle componenti dell’asma.

Perché io ho tirato un sospiro di sollievo? Perché la piscina che ho scelto (e il motivo non era questo) ha un impianto di depurazione ad ozono che ho scoperto, al contrario degli impianti che utilizzano cloro, comporta numerosi benefici per la salute dei nuotatori.

Qualche breve info sull’ozono…

Il metodo di depurazione con l’ozono è uno dei più moderni.
L’ozono, tra gli agenti disinfettanti omologati per la depurazione dell’acqua, e’ quello che presenta il più elevato potere di ossidazione e questo, in parole spicciole, significa che agisce rapidamente ed efficacemente contro batteri, alghe e virus, garantendo la maggiore sicurezza microbiologica possibile nelle piscine.
Ognuno disperde in piscina circa 350 milioni di batteri e circa 0.5 grammi di materiali organici tra pelle, grasso, sudore, saliva, urina, cosmetici; durante la depurazione con il cloro il materiale organico e l’ammoniaca reagiscono con il cloro e  formano quelle sostanze (dette clorammine) che irritano occhi e mucose e sono responsabili dell’odore tipico delle piscine coperte.

L’ozono, invece, è in grado di migliorare la qualità dell’acqua e, contemporaneamente,  disinfettarla rendendola igienicamente pura poiché, con la giusta tecnologia di filtrazione:

– l’ozono consente di estrarre le clorammine dall’acqua
– l’ozono si decompone durante l’impiego formando ossigeno naturale
– l’acqua trattata con ozono e’ cristallina, insapore e inodore
– permette all’abbronzatura di non scolorire
– non necessita di correzioni del Ph poichè l’ozono non ne altera  il valore
– riduce la manutenzione della vasca
– evita l’approvvigionamento di sali
– non disperde sostanze inquinanti

Occorre poi tenere in considerazione che il corpo di un adulto, in un’ora di piscina, assorbe circa mezzo litro di acqua ed è quindi importante che questa abbia le stesse caratteristiche dell’acqua da bere. Immaginate quindi quanta più acqua possa ingerire un bambino che, ancora, non è in grado di tenersi bene a galla.

Per approfondire:

http://www.bluitalia.info/curiosita-sull-ozono/
http://www.multiossigen.it/it/pages/185/piscina.html

Il nuoto è tra gli sport più diffusi e sono indubbi i benefici per chi lo pratica; a me per prima piace e l’ho praticato ma quando si tratta di bambini, che in quanto tali sono in piena e continua fase di trasformazione e sviluppo, anche polmonare, cerchiamo di avere un’attenzione in più. Con questo non dico che non vadano mandati in piscina dove ci sia cloro ma almeno è importante essere informati, non farsi abbindolare da pericolose false sicurezze (tipo “il cloro disinfetta”) ed essere attenti ad ogni più piccola eventuale reazione del bambino per poter intervenire prontamente.

Ma l’attenzione più preziosa, come grande dono d’amore ai nostri figli, è quella di informarci per loro.

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